quattro ragioni per diventare vegetariani

Quattro buone ragioni per diventare vegetariani (o vegani)


Ho smesso di mangiare carne da circa un anno. Da qualche mese non mangio più nemmeno il pesce e non bevo latte vaccino, sostituito con latte di origine vegetale. Mi concedo con molta parsimonia latticini e uova solo se acquistate da contadini che conosco e che tengono le galline come si tenevano una volta, vale a dire come veri e propri componenti della famiglia. Il mio desiderio è di spingermi sempre più verso il veganesimo, sebbene al momento la veda come una scelta profondamente radicale che richiederà tutta la mia forza e il mio impegno. E anche dei sacrifici. Già, la nostra non è ancora una società per vegani.

Perché questa scelta? Qualcosa mi è scattato dentro da quando nella mia vita è entrato Salvo, il mio piccolo dolce bouledogue francese, che è a tutti gli effetti parte della mia famiglia. Da allora è stato inevitabile chiedersi perché fare differenziazioni tra lui e tutto il resto del mondo animale. D’altra parte questo era un punto caro anche al Prof. Umberto Veronesi che, cresciuto in un cascina, considerava  gli animali da fattoria alla stessa stregua dei nostri amati animali domestici, rinunciando a mangiarli, innanzitutto, per una ragione etica.

Per quanto le mie ragioni personali siano forti, a guidarmi nella scelta vegetariana non sono state le uniche. Non mi sono fermata a quelle e ho iniziato a documentarmi, a leggere forsennatamente libri sull’argomento, a parlare con amici vegetariani e vegani, a seguire i profili delle principali organizzazioni animaliste e antispeciste. E qui si è aperto un mondo. E con esso una consapevolezza fortissima di quanto questa scelta sia giusta e di quanto tutti dovremmo seriamente prenderla in considerazione. Per il bene nostro, del pianeta e di tutti quelli che verranno dopo.

Non riesco a biasimare chi mi dice di non riuscire a rinunciare al sapore di una buona bistecca o del sushi. Ma allo stesso tempo non posso fare a meno di ricordare che in fondo la scelta vegeteriana o vegana è un atto di volontà. Un profondo atto di volontà, per lo più motivato da innumerevoli ragioni. Vediamole!

ANIMALI macchine da reddito (1)

Isaac Bashevis Singer, Premio Nobel per la letteratura, ebreo sopravvissuto ai campi di concentramento, ha affermato: “Ciò che i nazisti hanno fatto agli ebrei, gli umani lo stanno facendo agli animali”.

Qui si aprirebbe un lungo discorso sui maltrattamenti subiti dagli animali negli allevamenti intensivi, che oggi costituiscono la quasi totalità degli allevamenti. Vi basti sapere che in nome del profitto sono sottoposti a stress immane, trattamenti violenti, sofferenze inflitte in maniera gratuita (vedi il recente caso Italcarni, detto anche “macello degli orrori”), violazione sistematica di molte norme, vere e proprie torture. E questo avviene anche per la produzione di cibi con etichetta DOP come il Prosciutto di Parma (vedi l’indagine shock di Essere Animali). Gli animali sono i più vulnerabili tra tutti gli oppressi.

vegetarianismo rispetto ambiente

Gli allevamenti intensivi di cui ho scritto prima hanno un enorme impatto ambientale e incidono in maniera significativa su aria, cambiamento climatico, terra, suolo, acqua e biodiversità. Qualche esempio? L’industria zootecnica incide alle emissioni di gas serra nella misura del 14,5%, più dell’intera rete di trasporti mondiale. Come? Gli animali allevati negli USA, per esempio, producono 130 volte i rifiuti organici di tutta la popolazione umana del paese. Esistono pochissimi impianti di trattamento dei rifiuti organici per gli animali d’allevamento. Risultato? Rilascio nell’ambiente di una quantità infinita, mi si passi il termine, di merda che contiene ammoniaca, metano, acido solfidrico, monossido di carbonio, cianuro, fosforo, nitrati e metalli pesanti.

Il mio amico Fabio Di Todaro, in un articolo su La Stampa, riporta una ricerca italiana secondo la quale, attenendoci al quantitativo di carne raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, potremmo arrivare ad un taglio delle emissioni di gas serra prossimo al sessanta per cento. Il risparmio sarebbe in sintonia con quanto determinato durante la Conferenza di Parigi.

Altre questioni di estrema urgenza, poi, sono la progressiva desertificazione provocata dalle produzioni animali e l’abbattimento di foreste per destinare il terreno agli allevamenti.

proteggere la salute

I rischi per la salute connessi alla produzione di carne e ad un’alimentazione a base di quest’ultima sono numerosi. Primo fra tutti l’antibiotico-resistenza. Una delle cause della sua diffusione è il massiccio uso di antibiotici che si fa negli allevamenti intensivi. Il settanta per cento degli antibiotici in commercio nel nostro Paese è destinato a questi ultimi. Secondo un rapporto commissionato dal Governo inglese, continuando di questo passo, entro il 2050 si arriverà a 10 milioni di morti all’anno a causa dell’antibiotico-resistenza.

E la tanto discussa cancerogenicità della carne? L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato un rapporto nel quale si afferma che il consumo di carne rossa è probabilmente cancerogeno negli esseri umani, mentre lo è certamente quello di carne processata (insaccati, pancetta, wurstel).

È certo, di contro, che la dieta vegetariana aiuta a prevenire il cancro e riduce il rischio di patologie cardiovascolari.

ridurre lo spreco alimentare

Gli animali allevati nel mondo sono circa 70 miliardi. Un terzo della produzione cerealicola mondiale viene utilizzata per sfamarli. Se tale quantità fosse utilizzata direttamente per il consumo umano potrebbe sfamare circa 3 miliardi di persone. E una risorsa preziosa come l’acqua, quella che viene definita il petrolio del futuro? Ne servono ben 15.000 litri per produrre 1 kg di manzo. E basta mangiare un hamburger per aver consumato l’equivalente di due mesi di docce. Tutta acqua sottratta ai paesi più poveri, dove il problema idrico è ben più grave del nostro.

Quanto ho scritto è chiaramente riduttivo e offre una visione molto parziale della questione. Ci sono molti libri e siti sui documentarsi. Qui di seguito un elenco dei principali:

Se niente importa – Jonathan Safran Foer

Tritacarne – Giulia Innocenzi

Farmageddon – Philip Lymbery

Diventare vegetariani o vegani – vegolosi.it

www.ciwf.it

www.essereanimali.org

www.animalequality.it

www.prosciuttocrudele.it

Giorni fa una mia amica, parlando di altro, mi ha detto: “Chi salva una sola vita, salva il mondo intero”. Pensiamo, dunque, che tutti potremmo salvarne una, partendo semplicemente da una scelta alimentare (che peraltro non è così triste come comunemente si pensa). Il vegetarianesimo è un atto rivoluzionario. Che la rivoluzione abbia inizio!

 

 

 

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